Il sogno di Jamil

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Il Sogno di Jamil

(Racconti dal Mar Mediterraneo)

Era il 20 dicembre e Jamil aveva da poco compiuto sei anni.

Quando erano arrivati sulla spiaggia e aveva visto per la prima volta il mare, Jamil era rimasto stupefatto per la sua bellezza: i colori il profumo, il suono delle onde. E poi era salito sulla grande barca. Gli era sembrata grande ma ora, così piena di gente, gli sembrava più piccola. Uomini, donne, bambini. C’ erano molti bambini e questo lo rese felice: avrebbe potuto giocare con loro, durante il viaggio.

Amal, la sua mamma, gli aveva spiegato che il viaggio sarebbe stato lungo e che lui avrebbe dovuto comportarsi bene, come lei gli aveva insegnato.

Mare,mare, e ancora mare. Jamil non pensava fosse così grande.

Però sapeva che sarebbero arrivati in una terra dove gli uomini gli avrebbero detto: ahlan, benvenuto. Un paese in cui nessuno avrebbe distrutto la loro casa. Un paese in cui avrebbe avuto sempre da mangiare. E nessuno avrebbe più fatto piangere yumma Amal.

Lo zio Yussef era già arrivato in quella terra e gli aveva raccontato tante cose. Gli aveva raccontato, in una lunghissima lettera, che lì, proprio a dicembre, si festeggiava la nascita del profeta ‘Issa. Era una grande festa : luci, alberi addobbati e tante cose buone da mangiare. E poi c’era un vecchio con una lunga barba bianca che portava ai bambini i giocattoli: bambole, trenini…insomma, bastava chiedergli qualcosa e lui subito li accontentava. Però bisognava essere buoni! Jamil era sicuro che a lui avrebbe portato sicuramente qualcosa perché era stato molto bravo! Però doveva arrivare in tempo. Aveva saputo anche che dei piccoli ometti curiosi aiutavano il vecchio con la barba a preparare i doni per i bambini.

Il sole era tramontato e ora Jamil aveva un poco paura. Era tutto buio intorno! Sulla barca c’erano alcune piccole luci ma, intorno, solo il nero del mare. Alcuni si erano addormentati. Jamil si strinse a yumma Amal.

 “ Mamma, ho fame.” Yumma Amal  aprì la sacca e gli porse un pezzo di pane.

 “Mamma, ho sete”. Non c’era più acqua. Jamil si passò la lingua sulle labbra: erano salate.

“Salam ‘alaykum” disse  un uomo accanto, porgendo  loro un po’ d’acqua.

“Allahu akbar”! Rispose yumma Amal ringraziandolo.

“Quando arriviamo mamma?”

“Non ci vorrà molto tempo ancora, hinsha’ Allah!

“ Ma io sono stanco!”

“Dormi habibi! Tesoro mio!”

E Amal lo tenne stretto a sè perchè non sentisse il freddo che arrivava con il buio. E Jamil chiuse gli occhi, si addormentò e sognò.

Sognò il vecchio con la lunga barba bianca e tanti giocattoli, proprio per lui:

Il pallone che aveva tanto desiderato, un trenino che correva da solo (bastava spingere un pulsante) e poi pane, dolci e caramelle. Strani ometti danzavano intorno ad un grande albero costellato di luci…

“Il sogno di Jamil”, Acrilico su tela. Pittrice: Laura Grimaldi.

All’improvviso Jamil sentì freddo. Era tutto bagnato! Forse aveva fatto la pipì come gli succedeva spesso mentre dormiva. “Ma no!”, pensò. Quella forse era la neve! Lo zio Yussef gli aveva raccontato della neve. Era quasi come la granita che teta Fatima, sua nonna, gli preparava quando faceva molto caldo. Ma era più soffice e scendeva dal cielo in tanti fiocchetti leggeri..

Fu a questo punto che Jamil  sentì la voce di sua madre che lo chiamava gridando: “Jamil, Jamil… Jamil!”

“Uffa, mamma! Non voglio svegliarmi , voglio continuare a sognare! È troppo bello questo sogno!”

Jamil non sentì più la voce di yumma Amal. E decise di continuare a sognare, cullato dalle braccia del mare.

La storia finisce qui. Ognuno può immaginare il finale che preferisce; ma solo quando non ci saranno più storie come questa, quando nessun bambino dovrà più attraversare il mare e morire di speranza perché sogna una vita migliore… solo allora sarà davvero Natale.

Adriana.R

(Questa storia è stata scritta nel 2015 dall’ insegnante Adriana R. per un progetto sull’immigrazione in una scuola materna in provincia di Bari. I bambini della scuola hanno poi messo in scena il racconto, in occasione del Natale. Ho realizzato il dipinto “Il Sogno di Jamil” successivamente, nel 2019, ispirandomi a questa storia, e alle continue notizie dei naufragi al largo delle coste Europee e della Libia).

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